Una esuberante, toccante, romantica commedia sullo scontro di due mondi e culture. Tala (Lisa Ray), una palestinese che vive a Londra, si prepara per il suo elaborato matrimonio mediorientale, quando incontra Leyla (Sheetal Sheth), una giovane donna inglese di origine indiana che sta uscendo con il suo migliore amico Ali. L’esuberante cristiana Tala e la timida musulmana Leyla non potrebbero essere più diverse l’una dall’altra, ma l’attrazione tra le due è immediata ed è evidente che non si tratta di un’amicizia.

I can’t think straight è un film che diverte e fa sognare, in cui il tema dello scontro tra culture e religioni diverse, tra il conformismo e l’emergere dell’individualità sono gli elementi che concorrono a creare una storia in cui l’amore e la libertà esplodono nonostante tutto. (Antonia Ciavarella e Elisa Manici – Soggettiva)

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3 commenti to “I Can’t Think Straight”

  1. Deb Says:

    Un cult.
    Non si può non vederlo.
    Un film che lascia contente, dopo la scritta the end.
    Lisa Ray è una dea, il che non guasta.

  2. hirogeno Says:

    Questo tanto decantato film mi ha lasciato molto perplesso, forse in parte perché le aspettative erano un po’ gonfiate dalla pubblicità? Forse; di fatto è un film con un taglio strano, da spot pubblicitario: il tutto si svolge ad alta velocità, la storia sentimentale procede con un ritmo da film d’azione, con scarsa poesia e scarso patos (tranne giusto in alcune scene). A tratti addirittura imbarazzante, come per es. la “scoperta” della sua omosessualità e l’ outing di Leyla, rappresentato in modo impersonale e poco convincente.

    Curioso è il contesto sociale in cui svolge il grosso della storia, l’alta borghesia medio-orientale che vive fra occidente ed oriente, con usi e costumi a metà fra due mondi, con culture ed idee così confuse e mescolate, moda e tradizione che si intrecciano ed alternano continuamente … veramente interessante.

    Infine la cosa che più mi è piaciuta del film, oltre alle due bellissime attrici (Lisa Rey è veramente stupenda … e brava), è la rappresentazione dell’amore paterno, di quanto un papà possa voler bene alla sua “bambina” nonostante tutto. E ciò si può ben vedere per entrambe le “figlie”: il padre arabo per Tala, quello indiano per Leyla. Culture differenti, stesso amore. Commovente.

    Insomma, film discreto, da vedere, ma non certo un capolavoro.

  3. Deb Says:

    Sì, sono d’accordo con quasi tutto. Non è certo un film, diciamo, profondo, è una di quelle cose che mancava per un pubblico lesbico, e cioè una commedia romantica, piuttosto leggera, ma non stupida e ben fatta; uno di quei film non impegnati che, ogni tanto, quasi tutti hanno voglia di guardare. In questo genere, mi sembra di buona qualità. E’ vero che la poesia scarseggia, ma quella va meglio in un film dal taglio più drammatico. O no? Ciao :-)

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