Asia (Diana Gómez), una ragazza di 18 anni, è in coma, assistita dalla madre (Laura Conejero) e dal fidanzato Nathaniel (Bernat Saumell). Poco a poco il film ci svela come e perché Asia si trova in quel letto d’ospedale, mostrando l’universo relazionale della ragazza: il conflitto con la madre, il rapporto ‘sicuro’ con il ragazzo, le dinamiche controverse con le amiche, e, soprattutto, l’amore per Eloise (Ariadna Cabrol).
Come in Demian di Hermann Hesse, il libro che Eloise legge e che in qualche modo crea le premesse del loro incontro, anche Asia deve scegliere se seguire un modello di vita tradizionale oppure lasciarsi andare al proprio desiderio.
Attrici: Ariadna Cabrol, Diana Gómez
Regista: Jesús Garay
Sceneggiatrice/tore: Cristina Moncunill
Anno: 2009
Paese: Spagna
Categoria: Lungometraggio
Regista: Jesús Garay
Sceneggiatrice/tore: Cristina Moncunill
Anno: 2009
Paese: Spagna
Categoria: Lungometraggio









insostenibile
gennaio 27th, 2011 at 06:09
A me è piaciuto moltissimo.
Ben fatto, ben recitato. Poetico.
Le attrici molto belle e le scene d’amore stupende, erotiche, delicate.
Un film che coinvolge.
gennaio 28th, 2011 at 11:06
A mio parere, film piuttosto modesto: la trovata narrativa a ritroso incuriosisce ma la regia non riesce a definire convincentemente ne i personaggi, che procedono in modo vago ed incerto, ne la storia in se stessa che sembra quasi procedere per forza d’inerzia, senza particolare patos ne coinvolgimento emotivo. Il film scorre placido, direi, e si rimane in attesa dello “scatenarsi degli eventi” … ma ciò non capita… solo verso la fine ci sono un paio di scene un po’ più emozionanti, quasi subito troncate dal finale tragico e, onestamente, poco comprensibile (come logica, intendo).
Credo che in questo film si senta la regia maschile, inadeguata. Per ben rappresentare un amore saffico sono molto più brave le donne, riescono molto meglio a trasmettere le emozioni, così forti e contrastanti, che caratterizzano queste tipo di storie d’amore.
Comunque, nel complesso, film sufficiente.
luglio 15th, 2011 at 13:59
tu ke commenti ovunque mi fai morire (nel senso buono dico) e poi seguo i tuoi commenti prima di noleggiare un film
simpatica……e interessante come descrivi i film
settembre 26th, 2011 at 22:06
Beh, insomma, ognuno ci vede quel che ci vuole vedere.
A me non è sembrato che non ci fosse coinvolgimento emotivo, affatto, forse perchè metto in gioco anche le mie, di emozioni, quando guardo un film, e non lo disseziono freddamente. Inoltre penso che quello verso il regista maschio sia un pregiudizio. Nel mare magnum dei film a tematica, spesso torbido, questo spicca perlomeno per bellezza estetica e delicatezza dello sguardo.
settembre 29th, 2011 at 12:09
Sei cattiva, Deb, nel darmi del “freddo dissezionatore di film”. ;-P
I miei giudizi sono solo il frutto di una raffinatura a mente fredda dell’impressione che il film mi ha fatto, delle emozioni che mi suscitato a caldo. (anche perché sennò si farebbe veloci, con 4 o 5 aggettivi si giudica un film; spero sia più utile un giudizio un po’ + analitico così chi non lo ha visto possa farsi un’idea un po’ + articolata).
Per questo Eloise ti posso assicurare che solo dopo averlo visto e “metabolizzato” ho scoperto che il regista era uomo e da lì ho fatto alcuni collegamenti mentali a tal proposito. Che, onestamente, ribadisco… non credo che sia un pregiudizio ma un dato di fatto. Secondo me.
ottobre 27th, 2011 at 04:55
E vabbè…a te lascio dire qualsiasi cosa
Però, rivedilo, quando ti senti di umore caldo e romantico
ottobre 27th, 2011 at 04:57
P.S: I registi uomini comunque di solito scelgono attrici un po’ attraenti, a me secca che nella maggior parte dei film fatti da lesbiche si debba essere per forza tremendamente brutte. Ma queste son mie fissazioni estetiche, perdonate