Documentari come “Videocracy” e “Il corpo delle donne” hanno dimostrato che l’immagine è la chiave del potere contemporaneo. Ma cosa succede quando le immagini si impongono per la loro assenza? “Diversamente etero”, il documentario sulla visibilità lesbica nei media realizzato da Elena Tebano, Milena Cannavacciuolo, Chiara Tarfano e Marica Lizzadro (regia di Marica Lizzadro) racconta questa storia e mostra in presa diretta come la televisione influenza le vite di chi la guarda.

In un paese in cui in cui l’80% della popolazione riceve le proprie informazioni dalla tv, è il piccolo schermo a condizionare in buona misura quello che siamo e come ci sentiamo. Tanto più quando si parla di donne, che in Italia hanno un gradissimo problema di rappresentazione e in televisione compaiono quasi sempre nude e senza cervello. Difficilmente le donne che non si conformano a questo modello trovano spazio sullo schermo.

Questo vale ancora di più per le donne omosessuali: non ci sono lesbiche (dichiarate) nella cultura popolare italiana, neanche una. L’omofobia, infatti, si manifesta in modi diversi a seconda che sia diretta verso gli uomini o le donne gay: gli uomini devono spesso confrontarsi con l’aggressività e la violenza fisica. Per le donne l’omofobia comincia con la negazione. La storia delle lesbiche è: tu non esisti.

È per questo che, quando la notte di Capodanno del 2010 due concorrenti del Grande fratello, Sarah Nile e Veronica Ciardi, si baciano in tv, si scatena il putiferio. Le due ragazze si dichiarano eterosessuali, ma – nell’assenza totale di lesbiche nella cultura popolare italiana – diventano icone dell’amore tra donne. E come tali vengono trattate dai media.

Così, se le associazioni glbt le archiviano come l’ennesimo episodio di trash televisivo, moltissime ragazze iniziano a seguirle. E denunciano la differenza tra la versione “ufficiale” della loro storia e quella che le fan “ricostruiscono”, guardando il live 24 ore su 24 del reality e postando su YouTube gli estratti dei loro video. Le fan accusano Mediaset di censurare e rendere invisibile la “vera” storia tra Sarah e Veronica. Mettono in campo una forma inedita di attivismo mediatico: oppongono la loro versione della vicenda, ricostruita sul web, a quella della tv. Creano un reality nel reality. E si riconoscono in quella storia “dal basso”: molte scoprono grazie ad essa l’attrazione per altre donne ed entrano in contatto tra loro sul web, cambiando la propria vita.

“Diversamente etero” racconta le storie delle fan di Sarah e Veronica, interrogando protagoniste, militanti delle associazioni glbt ed esperti. Riflette sugli stereotipi della televisione nei confronti del lesbismo, su come questi rafforzano e riproducono la discriminazione, sul bisogno di sentirsi rappresentati tipico di ogni minoranza e sulla forza con cui le immagini condivise (sia in tv che sul web) influenzano le vite delle persone che ne fruiscono.

Diversamente Etero è un progetto collettivo. Finanziato in parte dal basso (grazie a una raccolta di micro-donazioni su internet) e realizzato anche grazie al lavoro volontario di molti professionisti, è frutto dell’impegno di quattro donne. Elena Tebano, Milena Cannavacciuolo, Chiara Tarfano e Marica Lizzadro hanno sentito il bisogno di raccontare una storia tutta al femminile, quella delle fan di Sarah e Veronica, ignorata dai media o raccontata con i peggiori stereotipi. Informazione sul documentario e sulle autrici su www.diversamentetero.it.

Diversamente etero è un progetto di Elena Tebano, Milena Cannavacciuolo, Chiara Tarfano, Marica Lizzadro
Regia: Marica Lizzadro
Autrici: Elena Tebano, Milena Cannavacciuolo

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Un commento to “Diversamente etero”

  1. sandra Says:

    anche qui stanno quelle due? brutteeee!!!

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